Pupi Avati

regista e sceneggiatore

Intervistato

Pupi Avati

Regista, sceneggiatore, produttore, e anche speader di successo nelle convention aziendali.

Giuseppe Avati, conosciuto da tutti come “Pupi”, nasce a Bologna il 3 novembre 1938.
Figlio di un antiquario bolognese. Pupi aspira a una carriera nel jazz, sua grande passione, e inizia a suonare nella Doctor Dixie Jazz Band che abbandona nel 1964 quando nella band arriva un nuovo clarinettista che si rivela un grande talento: Lucio Dalla.
Per Pupi è una cocente delusione. Lascia la band e per “i 4 anni peggiori della sua vita”  – come li definisce lui stesso – fa il venditore di surgelati.

Pupi Avati Cannes Walk of Fame
L’impronta della mano di Pupi Avati a Cannes nella Walk of Fame

Non è certo il suo lavoro. Dopo essere stato folgorato da di Fellini, la sua nuova passione diventa il cinema: nel 1970 gira i primi due film e nel 1975 collabora alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini.
Nel 1975 La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone con Ugo Tognazzi è l’inizio dell’ascesa e successivamente La casa dalle finestre che ridono (1976) diventa film cult per gli appassionati di cinema horror-noir.
Nel 1978 lavora alle sceneggiature di due produzioni televisive di carattere autobiografico Jazz Band (1978) e Cinema (1979). E da allora la attività di Pupi Avati non si è più fermata.
Tra i suoi film più rappresentativi Regalo di Natale (1986), Storia di ragazzi e di ragazze (1990), Il testimone dello sposo (1998), Il papà di Giovanna (2008). Nel 2014 il film Un ragazzo d’oro con Sharon Stone e Riccardo Scamarcio gli vale il premio come miglior sceneggiatura al Festival del Cinema di Montreal.
Nel 2019 riceve il Premio Chiara alla carriera.
E’ “Medaglia d’oro per i Benemeriti della Cultura e dell’Arte” ed è stato insignito “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”.
Oggi ha al suo attivo 50 regie e 52 sceneggiature >>>
L’ultimo film  Il signor Diavolo è uscito nel 2019 e riprende il genere film horror-gotico. E’ tratto dal romanzo omonimo scritto dallo stesso Avati.

Accanto alla sua attività di regista e alla nuova passione per la scrittura, Pupi Avati oggi unisce la presenza come guest speaker nelle convention aziendali dove il racconto della sua esperienza e della sua capacità di superare le difficiltà e di reinventarsi, a partire dal giovanile abbbandono del sogno del jazz, sono sempre di grande presa sui partecipanti come stimolo al rinnovamento e a mantenere uno sguardo positivo sul futuro.

Nel 2019 è stato uno dei keynote speaker alla convention del Capitolo Italiano di MPI (Meeting Professionals International). La sua capacità di creare empatia con i partecipanti ha reso il suo intervento un momento di grande interesse e successo anche presso un uditorio smaliziato come quello degli organizzatori di eventi.