La sicurezza è il pensiero fisso dei planner americani

gennaio 2018

Sicurezza nei meeting

Gennaio è tempo di trend. In tutte le ricerche USA viene fuori il tema della sicurezza.

Trend, previsioni, sentiment del mercato, scenari, perfino mode… in ogni ricerca americana nel settore dei meeting ed eventi, il tema sempre presente è quello della sicurezza. Quote enormi di planner (intorno alla metà degli intervistati) dichiarano che una loro preoccupazione dominante per il 2018 sarà proprio la sicurezza.

Sicurezza da cosa? Da tutto. Dagli eventi naturali (uragani, terremoti, allagamenti, tempeste di neve, incendi boschivi) agli attacchi terroristici, sommosse popolari, sparatorie tra gang, cecchini e pistoleri squilibrati, fino alle tensioni con la Corea del Nord. Ma anche sicurezza da incidenti fortuiti durante il meeting, uso improprio di attrezzature, abuso di alcol, incidenti durante i transfer, le attività di team building, eccetera. Sembra la psicosi del momento. Il 55% di coloro che hanno risposto al sondaggio di Successful Meetings ha dichiarato che la gestione dei rischi per la sicurezza e delle misure preventive sarà fondamentale nel 2018.

“Meetings Outlook” di MPI rileva che circa metà dei pianificatori ha piani specifici per vari problemi di sicurezza: il 46% per i disastri naturali, il 45%per attacchi di cecchini e solo il 31% per attacchi informatici.
BCD Meetings & Events, nella sua relazione “What’s Trending”, ha confermato che la sicurezza degli eventi sarà una delle principali tendenze per il 2018.

Cat Butler di BCD Meetings & Events dice:
“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento fisiologico delle richieste di sicurezza fisica in sedi e spazi per eventi in tutto il mondo. Ma oggi i clienti preferiscono che gli ospiti passino attraverso un’area di sicurezza all’arrivo, che vengano controllati i bagagli e che il personale della sicurezza sia in uniforme, cioè ben visibile.”

Quindi sarà anche un problema di percezione, e diventerà sempre più importante trovare il giusto equilibrio tra dare una sensazione di sicurezza e non creare ansia inutile.

In una recente intervista apparsa su Meetings & Conventions, Kelly Coppola, direttore Senior di PCMA (Professional Convention Management Association) conferma che le preoccupazioni per la sicurezza e il concetto stesso di “dovere di diligenza” negli ultimi anni sono cambiate nelle best practice dei planner, e raccomanda:
– che tutto lo staff sia a conoscenza di un piano d’azione globale d’emergenza;
– di coinvolgere la sede e (in base alle dimensioni dell’evento) anche la città ospitante;
– di tener conto, nel progettare il piano di sicurezza,  del livello di keynotes, ospiti illustri, divi dello spettacolo, executive, dignitari di stati esteri, eccetera;
– di realizzare – per stemperare l’ansia – comunicazioni interne con un pizzico di creatività e leggerezza, con infografiche, video a cartoon, accesso rapido alle comunicazioni sulla sicurezza attraverso l’app dell’evento.

Inoltre, sembra proprio che il tema della sicurezza, oltre ad essere strettamente tecnico, stia diventando molto cool. Cioè: se partecipo a un evento con importanti misure di sicurezza vuol dire che l’evento è altrettanto importante, ergo sono importante anch’io. Per il planner sarà un modo per gratificare il suo pubblico e il suo committente.