Le sedi da contenitore a contenuto. Sintesi della tavola rotonda a DigitalMice

settembre 2017

DigitalMice Milano

Alcune case history interessanti nel workshop sull’evoluzione qualitativa delle sedi

Nella affollata tavola rotonda di DigitalMICE moderata da Carla Solari di ItaliaConvention,  sono state condivise alcune interessanti esperienze di sedi che stanno muovendosi nella direzione di proporre contenuti qualificanti al cliente MICE, al di là della semplice ospitalità dell’evento.

Il trend infatti vede oggi le sedi maggiormente protagoniste della narrazione dell’evento, ed è anche sempre più frequente da parte dei planner la ricerca di sedi in grado di fornire spunti, esperienze e arricchimenti ai contenuti dei loro eventi.

Alla tavola rotonda sono intervenuti sei relatori che hanno raccontato e condiviso le loro esperienze.

Isabella Maggi, direttore marketing e comunicazione del Gruppo Gattinoni (viaggi, incentive…), ha presentato il progetto della propria sede milanese che ha destinato parte degli spazi nel cuore del quartiere della moda e del design a un “hub” per eventi cittadini e trendy, moltiplicando così le opportunità di contatto e di relazione non solo con i potenziali clienti, ma anche con la comunità della city.

PalaRiccione, grazie alla collaborazione con il Comune di Riccione, può offrire al MICE anche l’utilizzo di spazi esterni, come ha illustrato Laura Colonna, sales manager del centro congressi.  L’esempio che ha più incuriosito il pubblico è stato l’apertura anticipata di una settimana della pista di ghiaccio invernale di Viale Ceccarini per renderla disponibile ad un importante evento business come luogo di intrattenimento ed esperienza unica per i partecipanti.

Isola di San Servolo, il più grande centro congressi di Venezia, propone tutto il fascino di Venezia a pochi minuti di vaporetto, ma anche il magico isolamento dell’intera isola a disposizione e della storia millenaria stratificata. Michela Guggia, responsabile marketing, ha anche sottolineato la scelta di uno stretto legame con Biennale Arte, che fa dell’Isola di San Servolo anche una permanente sala espositiva a cielo aperto e conferisce una forte personalità alla sede.

Silvia Tagliaferri, tourism director di Value Retail, ha parlato dello shopping outlet Fidenza Village che cavalca il nuovo trend del “bleisure” (business+leisure) offrendo, oltre all’inebriante esperienza di shopping, anche spazi meeting e visite nel territorio, ricco di attrattive paesaggistiche e gastronomiche (la famosa Food Valley).

Pietro Pensa, sindaco di Esino Lario, paesino di 800 anime nelle montagne lecchesi, ha trasformato il suo paese, in declino economico-turistico, facendolo diventare una “location diffusa”. Per questo ha lavorato oltre tre anni per riuscire ad ospitare a Esino Lario nientemeno che Wikimania 2016, la convention annuale dei contributor di Wikipedia. Più di 1000 persone dalle esigenze tecnologiche sofisticate, provenienti da 70 paesi, hanno trovato una risposta perfetta per i loro lavori e un inaspettato benessere nell’aria fina di montagna. Da quella esperienza sta nascendo un nuovo polo per eventi che può unire attività nella natura a sale meeting attrezzate e perfettamente cablate e una ricettività alberghiera di circa 130 posti.
Per una case history di Wikimania con anche un intervista al sindaco  >>>

Infine Manuel Olivero ha raccontato di come ha “inventato” un posizionamento qualificante per un centro congressi romano senza una caratteristica particolare. Creando eventi interni, in particolar modo sui temi del green e del digital, è riuscito ad attirare espositori e un pubblico qualificato di professionisti che, dopo aver riconosciuto la vocazione della sede, ne sono diventati anche clienti.

In sintesi:
La sfida delle sedi per farsi scegliere oggi si vince, sempre di più, sui dati “caldi”.
Finiti i tempi in cui si decideva un’assegnazione solo sulla conta delle sedie.
Italia Convention ha colto questo trend e ha creato un nuovo criterio di ricerca: i Punti di Forza, l’unica ricerca sul mercato che identifica le sedi sulla base delle loro qualità e unicità.
I “dati caldi”, appunto.