Teambuilding in barca a vela: in mare come in azienda

Teambuilding in barca a vela

Un gruppo si può affiatare facendo qualunque cosa, ma c’è un’attività che riproduce al meglio le dinamiche del lavoro di squadra.

La sua missione è proprio di “build” un “team”, ed è pure divertente…!

1. Perché la barca a vela
Le numerose analogie con la vita in azienda fanno della barca a vela uno degli strumenti più adatti per una esperienza efficace di teambuilding. Equipaggio come team aziendale, skipper come team leader, rottacome strategia aziendale, destinazione come obiettivo, mare aperto come mercato con relativi pericoli e decisioni da prendere in fretta, l’intensità e la direzione del vento come opportunità o rischio, sono solo alcune delle metafore che possono essere utilizzate per vivere un’esperienza illuminante.

In più la regata rappresenta perfettamente la competizione nel mercato, e qui possiamo trovare molti altri elementi interessanti su cui lavorare: l’affiatamento tra i membri dell’equipaggio, l’impegno di tutti per il bene comune, la rinuncia ai personalismi, l’importanza della sicurezza e dell’organizzazione, della prudenza e del saper osare, la competenza tecnica per svolgere bene il proprio ruolo, la disponibilità a fare fatica, la generosità nell’aiutare il più fragile, l’autocontrollo sotto stress… fino al puro piacere di stare insieme, all’entusiasmo per la vittoria, alla capacità di imparare dalla sconfitta.

Questi concetti valgono per la navigazione a vela come per la navigazione delle Aziende, e se il mare può essere in tempesta, il mercato è spesso burrascoso e pieno di insidie. Un team affiatato non nasce automaticamente, per il semplice fatto di trovarsi “sulla stessa barca”. La sua creazione passa invece attraverso un processo di formazione che avviene per gradi, con l’apprendimento e l’esperienza. Ed è proprio l’esperienza della navigazione a vela che più di ogni altra riesce in tempi brevi a mettere in evidenza i passaggi più importanti, le trappole e i benefici della costruzione di un equipaggio, ossia di un team. E lo fa divertendo e appassionando tutti ad una bellissima avventura!

Teambuilding in barca a vela

2. In poche parole…
L’essenza dell’andar per mare in equipaggio e del lavorare con successo in azienda è incardinata su due concetti: affiatamento e leadership. L’affiatamento viene con la condivisione degli obiettivi, della routine e dei disagi, dei rischi e dello stress, e deve coinvolgere tutti, nessuno escluso. La leadership invece è di uno, ma in barca come in azienda non si comanda senza la collaborazione degli altri. Il leader (lo skipper) ha l’obbligo di essere il più bravo, il più equilibrato, il più lungimirante. Ma soprattutto ha bisogno di dimostrarlo, e che ciò venga accettato. Il carisma non è solo una dote naturale, si può coltivare anche attraverso l’azione, il “saper fare”. Dunque sia l’affiatamento che la leadership hanno bisogno di cose fatte insieme per consolidarsi, per consolidare i rapporti, imparare a fidarsi, capire che in mezzo al mare come in azienda i furbastri, gli egoisti, i pavidi vengono smascherati.

3. In barca come in ufficio
L’efficacia di alcune metafore (ossia significati trasferibili nell’ambiente di lavoro) si fonda sull’esperienza diretta della vita a bordo, che fa più di cento lezioni in aula. Ecco le più importanti:

  • Organizzazione della barca: questo è il primo step della formazione che porterà al successo. Crea nel team il senso di “missione condivisa” e dà l’avvio all’affiatamento.Si lavora alla perfetta funzionalità delle dotazioni, degli accessori e dell’equipaggiamento, all’organizzazione dell’equipaggio con attribuzione di responsabilità. Tutto questo si può leggere anche come efficienza dell’azienda, sue potenzialità e mezzi a disposizione.
  • Leadership dello skipper: durante la navigazione lo skipper si troverà a far fronte a situazioni impreviste che richiederanno decisioni rapide (problem solving) per non subire gli avvenimenti, ed esecuzioni altrettanto rapide e senza riserve da parte dell’equipaggio. Si scoprirà che la creatività può avere un ruolo nella risoluzione dei problemi e che rimanere all’interno di schemi precostituiti non sempre paga. A volte un’idea brillante fa la differenza!
  • Gestione del rischio e sicurezza: è il terreno su cui lo skipper costruisce il suo prestigio di capo. Porterà la sua squadra alla vittoria senza mettere in pericolo equipaggio e barca: studierà la rotta, il vento e le previsioni e avrà la perfetta conoscenza del regolamento di regata (ossia delle regole di mercato).
  • Autocontrollo sotto stress e superamento dei conflitti: nascono e si alimentano sulla fiducia in se stessi e nel gruppo: è un altro step verso l’affiatamento che porta al successo.
  • Comunicazione condivisa: superare i silenzi e i fraintendimenti, il linguaggio tecnico diventa strumento di socializzazione. Tutto il gruppo usa gli stessi termini e scopre che è possibile capirsi e agire in team: si supera nell’azione e nel pensiero il dualismo io-tu per passare al NOI. Questo è il segnale della vittoria del senso di collaborazione tra i singoli: sono state accettate e superate le differenze di grado e di ruolo e, al di là delle gerarchie, resta per tutti la spinta verso il successo. Siamo diventati NOI.

Tembuilding in barca a vela

4. Buona navigazione!
Il teambuilding in barca a vela, oltre ad essere molto divertente e appassionante, porta rapidamente al miglioramento delle relazioni interpersonali, alla scoperta di doti inespresse in ciascuno, alla valorizzazione del singolo e alla sua accettazione all’interno del gruppo, con un obiettivo comune: avere successo. Tutto questo è lo specchio più realistico della vita e delle dinamiche in azienda, con in più la scoperta che il gruppo può anche divertirsi a stare insieme. Navigare necesse est!