Le tecniche teatrali come palestra del public speaking

Le tecniche teatrali come palestra del public speaking

Alcuni oratori sono molto diligenti nella preparazione del loro intervento ma quando “vanno in scena” qualcosa non gira. A volte è l’ansia fuori controllo spesso è un senso di imbarazzo o di goffaggine. Ma si può imparare, come gli attori…

1. L’attore e l’oratore
Parlare in pubblico è un’arte che coinvolge non solo le parole, ma anche tutto il corpo. Le tecniche teatrali, proprio quelle utilizzate dagli attori, possono aiutare molto, in maniera più esperienziale che teorica, ad acquisire sicurezza e “presenza” scenica.

Il training teatrale è una palestra “naturale” per il public speaking perché l’attore e l’oratore hanno molti punti in comune: entrambi devono confrontarsi con il pubblico, entrare in empatia con esso e coinvolgerlo con energia, convinzione, entusiasmo e personalità.

Le tecniche teatrali fanno lavorare la mente, il corpo, le emozioni, e attraverso specifici esercizi, gli stessi che si eseguono nelle scuole di teatro, ci si mette in gioco, fanno sperimentare diversi aspetti di se stessi e così si scoprono potenzialità espressive che non si credeva di avere. Si acquista sicurezza, padronanza dei propri mezzi e percezione di sé.

2. Cosa comunica di più?
La parte più sorprendente della palestra teatrale riguarda il funzionamento del Linguaggio Non Verbaleche, secondo un’ormai celebre ricerca degli anni ’70 (Albert Mehrabian), veicola addirittura il 90% della nostra comunicazione. Il LNV comunica attraverso tre canali:
La Cinesica, che comprende l’insieme dei movimenti del corpo, e cioè: la postura; i movimenti degli arti, del tronco, del capo, i gesti delle mani; la mimica facciale; lo sguardo e la ricerca del contatto visivo.

Le tecniche teatrali come palestra del public speaking

La Prossemica, cioè il comportamento nello spazio, la distanza e l’orientamento verso il pubblico.
Il Paraverbale, ovvero i segnali e le tonalità emozionali della voce e la sua qualità (tono, volume, ritmo.

Sembra incredibile, ma solo il restante 10% della comunicazione è affidato al Linguaggio Verbale, cioè al “copione” e alla parola.

3. Imparare le tecniche
Un’altra capacità che l’attore e l’oratore devono coltivare, e si allena con gli esercizi teatrali, consiste nel dominare le proprie emozioni e gestire lo stress e l’ansia prima di una performance. Si ottiene, per esempio, con alcune tecniche di rilassamento o semplici esercizi di respirazione. Molti si stupiscono scoprendo che il proprio diaframma è un efficacissimo strumento antistress.

Con gli esercizi teatrali si scopre anche quanto il corpo sia legato al respiro e alla voce, e quanto una postura possa influenzare l’emissione di una voce tesa o rilassata, o che esprima differenti emozioni. Alcuni esercizi di gruppo e di movimento insegnano a controllare la postura e la propria energia nello spazio; altri esercizi sviluppano la capacità di osservazione degli altri per imparare a “vedere” e capire l’uditorio.

Gli esercizi di improvvisazione teatrale sono utilissimi per sviluppare la prontezza e la gestione dell’imprevisto, ed esistono tecniche specifiche che allenano invece l’organizzazione e la preparazionedi una presentazione, cioè insegnano a fare le “prove”.

4. La maschera che non maschera ma rivela
Il bravo attore e il bravo oratore non “recitano”, cioè non fingono. Entrambi devono invece offrire la propria autenticità al pubblico ed “essere” se stessi al massimo. Riuscire a “essere se stessi” davanti a chi ci ascolta si trasforma in magnetismo e carisma, quello che comunemente si chiama “presenza”.
Come ci si allena a trovare la propria autenticità e quindi a potenziare la propria presenza scenica?

Le tecniche teatrali come palestra del public speaking

Uno strumento efficacissimo che viene utilizzato nelle scuole di teatro per concentrarsi sull’espressione corporale è la Maschera Neutra.
E’ una maschera inespressiva, non rappresenta né il genere maschile né quello femminile, né tristezza né felicità. Una volta indossata ci priva della mimica facciale, cioè del mezzo di comunicazione più “facile” e più usato per esprimere emozioni e sensazioni, e di conseguenza costringe tutto il corpo ad esprimersi, dalla testa ai piedi.
Quindi, contrariamente a quanto si può pensare, la maschera non nasconde ma rivela. E’ “magica” perché indossandola il Linguaggio Non Verbale “esce fuori” in modo inevitabile!

Durante gli esercizi con la Maschera Neutra, nei quali è escluso l’utilizzo della voce, è interessante osservare chi la indossa e concentrarsi sui suoi movimenti, per esempio sulla camminata, rilevando se nel suo complesso è neutra e quali parti del corpo invece non sono neutre. Con il volto coperto emergono qualità della persona e aspetti della personalità spesso sconosciuti, ma non occultabili. E si impara a utilizzarli come risorse espressive.

Le tecniche teatrali come palestra del public speaking

5. Lavorare in gruppo per migliorare singolarmente
Per l’efficacia del training teatrale è indispensabile il lavoro di gruppo, dove a turno si è osservati e osservatori. Sono anche molto utili, e utilizzate comunemente, le riprese video che permettono di rivedersi e di analizzare dettagli che sfuggono facilmente.

Le tecniche teatrali individuano per ciascuno il terreno su cui lavorare e offrono strumenti efficaci per potenziare la propria presenza scenica e migliorare il proprio modo di parlare in pubblico.
I risultati sono spesso sorprendenti, sia sulle performance vere e proprie che sulla self confidence.