Gli gnomi del Successo 1: gli obbiettivi

Gnomo successo 1

A differenza del flop, che arriva da solo e senza sforzi, il successo di un evento non è mai per caso. Per costruirlo bisogna sapere da dove partire e dove si vuole arrivare.

Fortuna che ci sono gli Gnomi a darci una mano…. Li conoscete?
1. Quale successo?

Questo articolo è un po’ la continuazione del precedente “I 4 Cavalieri del Flop“, che spiegava come tenere fuori dai piedi questi brutti figuri. Qui parliamo dei loro antagonisti buoni, gli Gnomi del Successo, e cerchiamo di capire come metterli al lavoro per il nostro evento.
E’ noto che tra un successo strepitoso e un flop fragoroso c’è una vasta zona grigia, tiepidina, dove quasi tutto è andato benino e qualcosa maluccio.
A seconda del carattere di chi commenta si può dire “è andata abbastanza bene, vero?” fino a un “bah…” più espressivo. Noi non ci occuperemo della zona grigia. Qui parleremo solo di ciò che fa un vero successo, con la doverosa premessa che la ricetta magica non esiste. Ma progettando con la testa e con le idee chiare le probabilità di far bene aumentano.

Mela

Il successo di un evento possiamo pensarlo come una mela, fatto di due metà: la soddisfazione dei partecipanti e la soddisfazione dell’Azienda, che non è un “di cui” della prima. L’Azienda ha infatti tutto il diritto di aspettarsi alcune cose “tra cui”  la soddisfazione dei partecipanti (indispensabile).
Quindi per ottenere un successo a tutto tondo (a tutta mela) dobbiamo lavorare “di qua”, cioè in Azienda, e “di là” tra i partecipanti. E qui arrivano gli Gnomi.

2. Favoletta: due tribù di gnomi.

Dovete sapere che esistono due tribù di Gnomi fabbricatori di successo, la tribù Di-qua e la tribù Di-là. Senza di loro non si batte chiodo. Il nostro durissimo lavoro consiste nell’aiutarli a fare il loro.
Gli gnomi della tribù Di-qua hanno un buffo soprannome: Obiettivi.
I Di-là invece si chiamano Sentimenti.

In poche parole, se acchiappate gli Obiettivi e date spago ai Sentimenti, il successo del vostro evento è vicino. Ma perché questo succeda, sia gli uni che gli altri pretendono che, prima, noi lavoriamo duramente per loro, e poi saranno loro a lavorare per noi, e di solito non sgarrano. Quindi per ogni gnomo chiedetevi “sto facendo abbastanza per lui?” Non risparmiatevi, vi conviene.

3. Gli gnomi Obiettivi.
Contrariamente a quanto spesso si crede non c’è un solo Obiettivo per un evento, ma molti, infatti sono una tribù. Guai a confonderli, fateli convivere.
Il primo gnomo-obiettivo si chiama “Scopo” e ci fa subito qualche domanda imbarazzante del tipo: “perché fai questo evento? cosa ti spinge? che bisogno devi soddisfare?”. Se risponderemo con sincerità e senza dire banali ovvietà (es. “per guadagnare di più”, ah ah), lo Scopo ci illuminerà tutto il cammino. Ecco qualche buona risposta-tipo, per capirci: “devo motivare la forza di vendita che si è un po’ ammosciata”, oppure: “fare questa riunione annuale rassicura e dice che le cose vanno bene”. Eccetera. Più si è precisi e meglio è.

Gnomo obiettivo

Siamo pronti per il secondo gnomo. Nome: “Risultato”. Anche questo ha qualche domanda da farci: “cosa vuoi che succeda, dopo? quali comportamenti, o atteggiamenti, vuoi ottenere?”. Anche qui massima sincerità e nessuna superficialità nelle risposte, altrimenti lo gnomo vi ride in faccia. Esempi buoni: “voglio che ogni venditore faccia un’analisi ABC dei suoi clienti”; oppure: “voglio che ognuno aumenti del 10% il suo portafoglio con nuovi clienti”, o “+10% sul fatturato dei vecchi clienti”. Attenti alle velleità (in inglese: wishful thinking, oh yes!). E alle scemenze: “voglio scatenarli con una grinta da leoni”. Roar.

Terzo gnomo-obiettivo: “Flash”. Buffo nome, vero? Vi farà le seguenti domande: “cosa vuoi far capire? cosa vuoi che loro (i partecipanti) si portino a casa, che li colpisca (flash), che si ricordino?” Potreste rispondere: “puntiamo alla leadership”; oppure: “quest’anno bisogna stringere i denti”, o addirittura “più impegno da ognuno”, e perché no? “bonus di fine anno da favola!” E’ tutto un flash!
Questi primi tre gnomi-Obiettivi (Scopo, Risultato e Flash) sono i più importanti: occhio.

Gnomi di qua - obiettivi tattici

4. Altri gnomi-Obiettivi.
Attenzione: per fare Flash non basta “Dire”, che è uno gnomo inaffidabile e chiacchierone e non fa quasi mai quello che dice. Solo quando vi sarà chiaro ciò che volete rendere Flash, non prima, potrete chiamare in causa il Dire e suo cugino “Contenuti”.
Oltre a  questi, tra gli gnomi Obiettivi ce n’è anche uno che si chiama “Budget”, sospettoso e con le braccine corte. Lui condiziona tutto, quindi trattatelo con rispetto, ma non fatevi mettere sotto. Se vi chiede cose impossibili (le cosiddette nozze coi fichi secchi), strillate. Però alla fine cercate di dargli retta, e farete una gran bella figura con i vostri capi.

Ora entrano in scena gli Obiettivi Tattici, una banda di scalmanati incontentabili che dovrete prima scegliere e poi assecondare. Ve ne dico qualcuno per farvi capire, ma dovrete decidere voi chi convocare: “Atmosfera-rilassata”, “Clima-lavorativo”, “Competitività-a-manetta”, “Concentrarsi-sui-nuovi-prodotti”. Tipetti così.
Gli Obiettivi Tattici fanno l’amosfera dell’evento. Remember (è già in inglese).

Utilità

5. Come si riconosce un buon Obiettivo?
Dimenticavo di dirvi che un buon Obiettivo ha le sue manìe e pretende sempre di essere prima di tutto utile, e poi anche raggiungibile e misurabile. Tre vezzi implacabili. In difetto dei quali gli obiettivi sono farlocchi.
Chiaritevi bene i vostri Obiettivi, metteteli per iscritto, accertatevi che siano soprattutto utili, ma anche raggiungibili e misurabili. State stretti su ciascuno e confrontatevi ad ogni passo (in inglese: lavorare per obiettivi). Il successo “di qua” sta tutto in una parola: Utilità. E’ la parola magica degli Obiettivi. Non perdetela di vista.
Fatto tutto questo possiamo andare Di-là. Ma lo faremo col prossimo articolo. Altri gnomi.

Continua