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C'è una novità oggi in home page. Per la prima volta pubblichiamo un articolo di un docente universitario: il prof. Fausto Colombo, direttore dell'Osservatorio sulla Comunicazione dell'Università Cattolica di Milano.

Organizzazione / Storia

Expo:una tradizione di modernità

Expo:una tradizione di modernità

Savino Accetta - &VENTA

In più di un secolo e mezzo l'Esposizione Universale (Expo) ha prodotto eventi di modernità futuribile e installazioni meravigliose che nascono per durare pochi mesi e resistono per sempre grazie al loro enorme successo di pubblico. Decine di città...
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1. Nel lontano ottocento…
La prima volta fu a Londra nel 1851, in piena epoca vittoriana. La Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations, promossa dal principe Alberto, consorte della Regina, fece da apripista a una lunga serie di Esposizioni Universali, manifestazioni stupefacenti con cui i diversi paesi organizzatori hanno mostrato il meglio dei loro talenti e ospitato il meglio del mondo.
L'Esposizione Universale di Londra (da allora "Expo", al femminile) inaugurò anche una tacita competizione tra paesi ospitanti, tuttora in corso, di allestimenti grandiosi e di assoluta avanguardia tecnologica. Londra si presentò al mondo con un palazzo delle esposizioni da lasciare i visitatori senza fiato: il Crystal Palace, una costruzione immensa in ferro e vetro talmente affascinante che non solo non fu demolita dopo l'Esposizione, come era nel programma, ma fu imitata diverse volte nel mondo. Copriva un'area di 77.000 metri quadri (quasi 8 ettari!) ed era costruito con un sistema di moduli in ferro prefabbricati che, oltre a ridurre i tempi di montaggio a meno di 5 mesi, eliminava la necessità di pilastri e muri portanti e permetteva di realizzare un involucro interamente in vetro. Il Crystal Palace restò al suo posto (Hyde Park) per quattro anni, poi venne smontato e rimontato in periferia ampliandone l'enorme volta a botte, l'altezza (il Palace conteneva numerosi alberi che crescevano…) e la superficie totale. Fu distrutto da un incendio nel 1936, ma fino ad allora fu uno dei monumenti-simbolo di Londra e aprì la strada delle grandi installazioni che, nate per durare il breve tempo delle Expo, furono conservate a furor di popolo e sono diventate un'icona di culto per le loro città.



2. La Francia e la sua grandeur

La più famosa di queste installazioni pervenute fino a noi è certamente la Tour Eiffel, che fu costruita per l'Expo di Parigi del 1889 (centenario della Rivoluzione, 50 ettari di superficie, 32 milioni di visitatori, 61.700 espositori) con la funzione di esserne la monumentale "porta". Anche in questo caso il programma era di demolirla dopo l'evento, ma… la Tour restò tenacemente al suo posto e divenne l'emblema di Parigi e della Francia. Però rischiò grosso, perché nel 1909 fu contestata fortemente dall'élite artistico-intellettuale (la chiamavano "l'asparago di ferro") e si arrivò quasi alla sua demolizione. Si salvò per merito della radiotelegrafia, che lassù aveva installato le sue antenne. Oggi la Tour Eiffel è il monumento visitabile a pagamento più frequentato al mondo (quasi 7 milioni di visitatori nel 2007!!), e con i suoi 324 metri di altezza è stata la costruzione più alta del mondo fino al 1930. E conta ben 14 riproduzioni.
E' curioso e poco noto il fatto che l'ingegnere Gustave Eiffel aveva proposto il progetto della Torre al Comune di Barcellona in vista dell'Expo del 1888, ma venne bocciato perché giudicato troppo stravagante.



3. L'Expo in Italia: a Milano

L'Italia ha ospitato fino a oggi due volte l'Expo: a Milano nel 1906 e a Genova nel 1992.
Il tema di Milano era centrato sui trasporti e su tutto quello che richiamasse il dinamismo. Per questo si decise di far coincidere l'evento con l'inaugurazione del traforo del Sempione, realizzazione titanica per quei tempi, che ebbe un anno di ritardo costringendo l'Expo, originariamente prevista per il 1905, a posticiparsi al 1906.
L'esposizione occupava due aree: quella retrostante il Castello Sforzesco (poi Parco Sempione) e quella della Fiera, collegate da un avveniristico trenino elettrico a disposizione dei visitatori. Uno dei padiglioni di maggior successo fu il "Parco Aerostatico" dove erano mostrati diversi tipi di palloni. La Mostra Aeronautica, una delle prime del genere, aveva in esposizione l'aerocicloplano costruito dall'italiano Aldo Corazza, un triciclo volante spinto dai muscoli del pedalatore. E l'Aeronave Italia, primo dirigibile italiano realizzato da Almerico di Schio.
Quella Expo ha lasciato a Milano l'Acquario Civico (ancora oggi funzionante e uno degli esempi più illustri di liberty), il Palazzo dell'Arte della Triennale, l'area della Fiera e il Parco Sempione, che ha preso il nome proprio in quella occasione. Ancora oggi la Triennale di Milano è registrata come sede espositiva del circuito Expo.

4. A Genova
Genova 1992 (5° centenario della scoperta dell'America) fu una Fiera Internazionale Specializzata (quindi non una Fiera Universale, che quell'anno si tenne a Siviglia) e trattò il tema "Cristoforo Colombo, la nave e il mare" con una grande, didascalica e suggestiva storia della marineria. Molte realizzazioni importanti sono rimaste come lascito alla città: il recupero del Porto Antico su progetto di Renzo Piano, il caratteristico Bigo con ascensore panoramico, il più importante acquario italiano (e secondo in Europa), il restauro dell'enorme edificio dei Magazzini del Cotone.



5. A Roma, quasi

Un caso particolare per l'Italia è stata l'occasione mancata del 1942, anno in cui Roma doveva ospitare l'edizione di Expo annullata a causa della guerra. L'organizzazione aveva però già realizzato il quartiere EUR (Esposizione Universale Roma) e il suo monumento più noto, il cosidetto "Colosseo Quadrato" ovvero il Palazzo della Civiltà Italiana, opera degli architetti Guerrini, La Padula e Romano.



6. I lasciti delle Expo: alcuni traslocati…
Tutte le Expo hanno lasciato monumenti e realizzazioni importanti, per lo più alle città ospitanti, ma in alcuni casi furono smontati e trasportati altrove.
Il primo fu proprio il Crystal Palace, che venne rimosso per essere ricostruito più grande, ma rimase a Londra.
L'edificio principale della Centennial Exposition di Filadelfia del 1876 è oggi a Washington come Palazzo delle Arti e Industrie della Smithsonian Institution.
Il padiglione dell'URSS all'Expo di Montreal del 1967 è stato trasferito a Mosca.
Molti allestimenti realizzati per l'edizione di New York del 1964/65 vennero trasferiti: le creazioni di Walt Disney furono portate a Disneyland, e alcune sono ancora funzionanti; il Padiglione Belga è stato trasferito alla Virginia Union University di Richmond; il panorama della città di New York, allestimento di Robert Moses, è oggi visibile al Queens Museum of Art.

7. …e molti rimasti lì
Un gran numero di realizzazioni delle varie Expo sono ancora al loro posto, a testimonianza di un evento straordinario che ha portato quelle città alla ribalta del mondo. Oggi sono considerate monumenti importanti e risorse culturali e turistiche.
Un esempio tra i più famosi è l'Atomium di Bruxelles, l'atomo gigante (alto 103 metri, 9 sfere metalliche di 18 metri di diametro) nato per l'Expo del 1958 e diventato l'icona della città.
Molto più antico è il Royal Exhibition Building di Melbourne, costruito per l'Expo del 1880 e ancora in servizio.
Barcellona ha ereditato dall'Expo del 1888 l'Arco di Trionfo, e da quella del 1929 il Poble Espanyol, museo architettonico all'aperto costruito come un villaggio.
Il Museo della Scienza e dell'Industria di Chicago si trova in un edificio dell'Expo 1893.
L'Expo del 1896 ha lasciato a Budapest vari complessi architettonici che documentano l'evoluzione dell'architettura ungherese dal romanico al barocco.
L'Exploratorium di San Francisco (già Palazzo delle Belle Arti) viene dall'Expo del 1915.
A Seattle svetta ancora lo Space Needle (Ago Spaziale) simbolo dell'Expo del 1962 che, con i suoi 184 metri è l'edificio più alto del Nord Ovest, mentre il padiglione USA è diventato il Pacific Science Center.
La Torre delle Americhe di San Antonio (Expo 1968) ospita l'Istituto di Cultura Texana e il Centro Congressi.
L'Expo 1967 di Montreal ha lasciato lo stupefacente e famosissimo complesso abitativo Habitat 67 dell'architetto Moshe Safdie, una costruzione-monumento di 158 unità abitative e 354 moduli a forma di cubo sospesa tra cielo, terra e mare.
Il Padiglione Americano è diventato l'attuale Biosfera, e l'odierno Casinò de Montreal era il Padiglione Francese.
Knoxville, piccola città del Tennessee, ospitò l'Expo del 1982 centrata sul tema dell'energia. La costruzione-simbolo fu Sunsphere, una torre alta 95 metri sormontata da una grande sfera metallica color bronzo che ancora oggi caratterizza la skyline di Knoxville.



8. Expo: il ricordo sempre vivo dopo anni
Molte città ospitanti hanno utilizzato le aree delle Expo e parte delle strutture per realizzare parchi di varia natura e finalità: Montreal ('67), San Antonio ('68), Osaka ('70), Spokane ('74), Vancouver ('86), Brisbane ('88), Siviglia ('92), Daejeon ('93), Lisbona ('98).
Nessun'altra manifestazione al mondo, sportiva, religiosa o politica, ha lasciato dietro di sé una scia di così grandi, straordinarie e prestigiose realizzazioni come l'Expo. E pensare che tutte nascevano all'insegna della precarietà. Le hanno tenute in vita la loro eccellenza ideativa, progettuale e simbolica, e il favore entusiastico del pubblico. Luoghi magici in cui la cultura e il genio incontrano il popolare.

Savino Accetta